TheFRAG

il frammento mancante

23-02-2013 – Report

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Iniziamo mettendolo subito in chiaro. Quella di sabato scorso è stata una serata da noi attesa davvero a lungo, incorniciata da molta pressione, passione, elucubrazioni mentali e lavorìo generale. Un’attesa trepidante per un ospite speciale dal punto di vista umano e professionale e a cui TheFRAG è davvero molto legato e grato: il grande Rabih Beaini, ai più conosciuto come MORPHOSIS.

Un ruolo arduo quello dei resident dj, ricoperto stavolta non solo con classe, ma anche con somma ispirazione, da quanto ci siamo ritrovati a sentire!

Ad aprire, Free SB, che per il primo quarto d’ora si è un po’ ‘perso’ nelle sue introduzioni ambient, decidendo ad un certo punto di fare una virata bella potente verso i lidi indiscutibilmente techno, senza mai perdere una vena danzereccia che è riuscita a scomodare anche i più reticenti e “timidini”, lentamente sempre più disinvolti e “sorridentoni”…        Poi Leinad, in un dj set che probabilmente è stato il suo migliore degli ultimi tempi, tolto quello del mese scorso: una sorta di energia vulcanica ritrovata, una scorpacciata di dischi impressionanti, il pubblico travolto, l’esagitazione palpabile. Un dj set tanto ballabile quanto sofisticato, duro al punto giusto, mai scontato. Poi accade la fusione: un back to back tra i due resident, cattivone, grooviessimo, ma anche ordinato e armonioso – palese la ‘comunanza di intenti’ dei due: far andare in delirio il dancefloor . Applausi e gratitudine a go-go, bellissima apertura!

Dalle due in poi, il maestoso.

MORPHOSIS e il suo ‘ritorno a casa TheFRAG’: la prima volta, 3 anni fa, per presentare in anteprima internazionale il suo capolavoro What Have We Learned (a cui ha fatto seguito un esaltante tour mondiale); infine quest’anno, sempre con quel suo seducente eclettismo, colmo di poesia e imprevedibilità, in un clima di onirica empatia collettiva. Una performance ibrida a cavallo tra live e dj set, fatta di ossessioni ritmiche, nenie invasive e psicotropiche, echi nomadici, stanze sonore spettrali seguite da densità luminose e complesse di matrice techno, robuste e preziose. Uno spettacolo unico, probabilmente indescrivibile a parole o tirando in ballo ‘generi’. Mai presentata una performance simile in questi anni, al di là della ‘dance o non dance’, un spettacolo unico ed eccezionale anche per noi di TheFRAG.                                                                                MORPHOSIS, uno strepitoso catalizzatore di emozioni. Due ore di innalzamento! avete presente il modo di dire ‘Get higher’? Ecco, toglieteci possibili eventuali connotazioni tossiche – maliziosoni! – e ciò che rimane è lo stato di pura estasi sonora. Con la sua Roland 909, i suoi dischi e i suoi incanti, Rabih ci ha regalato due ore di pura arte, senza se e senza ma.

Per quanto riguarda la tematica della serata – quest’anno si sondano le percezioni sensoriali –  è stata la volta della Vista, quinto senso in ordine di apparizione, sviluppato cercando anche questa volta di stimolare nel pubblico prospettive altre. Vitali e caleidoscopici i visuals,  immersi in un mare di illustrazioni digitali ‘live’ , il tutto frutto di Goga, artista, illustratrice, visual artist e sperimentatrice creativa a 360°. Ironia, cura estetica tanto graziosa quanto (positivamente) maniacale, personaggi strampalati dotati di Super-Vista, gatti e leopardi coreografici, pseudo-centrini da tavolo (realizzati con carta sapientemente ritagliata) e schizzi su lucido come comparse principali sugli schermi del palco, in un groviglio di techno-fiabe dal sapore quasi romantico.

Realizzata per l’occasione da TheFRAG Lab, presente anche un’installazione artistica site-specific , a conferire un risvolto concettuale al significato voluto dare da TheFRAG al senso della Vista. Una cassa di legno ready-made, pellicole specchianti, lampade fluorescenti e tubi di plexiglass; una sorta di box magico aperto su due lati e attraversato da un cilindro illuminante. Un semplice tubo al neon che, se osservato frontalmente, non somiglia che a sé stesso; ma, se guardato riflesso sul ripiano specchiante inferiore o superiore, risulta di lunghezza infinita grazie ad un effetto di illusione ottica.

Ovvero: come sottolineare il ruolo fondamentale dell’acquisire punti di vista differenti dallo ‘standard’, che possano  catapultare verso altre ‘possibilità di uscita’. Come dire, ciò che vediamo è ciò che è, ma ciò che è può essere frutto della nostra interpretazione/immaginazione.

Cerchiamo di continuare a guardare oltre.

Intanto, continuate a seguirci su questo sottile filo___________

Ci vediamo il 16 Marzo!

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Divna Ivić

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VIDEO PREVIEW

FOTO SERATA

PRESENTAZIONE EVENTO

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