TheFRAG

il frammento mancante

KR!Z in Italia — Intervista Esclusiva!

KR!Z, il fondatore della rinomata techno-label belga TOKEN – per la prima volta in Italia! – si racconta in esclusiva a TheFRAG, tra memorie di gioventù e stimoli attuali…

kr!z cover_4_it

 English Version

|

Iniziamo parlando delle tue origini e dei tuoi luoghi natali: sarà la prima volta che ti esibisci in Italia e siamo davvero curiosi di intraprendere una sorta di approfondimento interculturale!

Sono nato in un paesino del Belgio settentrionale, dove vivo ancora adesso. Silenzioso e tranquillo, ma vicino a centri importanti come Ghent, Antwerp e Bruxelles. Il Belgio è così piccolo che puoi raggiungere qualsiasi località in un’oretta di macchina.

|

Cosa puoi dirci riguardo ad altri generi musicali che ti hanno influenzato in “tenera età”, come ad esempio l’hip hop? E hai avuto modo di approfondire il genere anche nella tua realtà locale o hai dovuto spostarti molto?

L’hip hop – in tutte le sue varie declinazioni – ha da sempre esercitato, e continua ancora oggi a farlo, una forte influenza su di me. Penso che il primo aspetto ad aver catturato la mia attenzione quand’ero giovane sia stato lo ‘scratch’. Mi faceva impazzire l’idea di poter creare certi tipi di sonorità con un piatto, rendendo le tracce ancora più interessanti. E’ stata la tecnica ad avermi affascinato, come pure la ritmica dei testi, dove le parole utilizzate conferiscono un valore aggiunto al groove generale. In seguito mi sono invece avvicinato agli attuali beat hip hop. Attualmente, ritengo che la prima cosa a colpirmi sia l’aspetto ritmico di una traccia hip hop, e ne ascolto molto di tipo strumentale. Oltre all’hip hop, ci sono svariati altri generi che ascolto, come il jazz, l’elettronica, il soul, il funk e molto altro. Negli anni ho aperto molto la mente e questo processo di apertura è ancora un processo in divenire. Comunque, non ho mai realmente avuto bisogno di spostarmi in altri paesi per scoprire nuova musica, in Belgio la scena è sempre stata prolifica e piena di offerte.

|

banner 01_2

|

Quando e come ti sei imbattuto nella scena techno belga, a che età? Com’era a quei tempi? Si trattava dei primi anni ’90, giusto?…

Probabilmente avevo 16 anni, quindi si trattava della prima metà degli anni ’90. Ho scoperto la techno esattamente come è successo per tutti gli altri generi: attraverso la biblioteca locale, prendendo in prestito i più svariati cd e poi registrandoli a casa su cassette per poterli poi ascoltare col walkman. E’ così che mi sono imbattuto accidentalmente in Homework dei Daft Punk, in Jelly Tones di Ken Ishii o in un’artista come Aphex Twin. La mia prima esperienza “techno party” è stata ad un festival in cui ero andato per vedermi artisti hip hop e drum ‘n bass, come Dj Krush, Kid Koala, Goldie, The Herbaliser ecc., scoprendo per puro caso Steve Rachmad che suonava nella tenda techno del festival curata dal Fuse (il techno club più famoso in Belgio). Quel giorno Rachmad mi ha fatto letteralmente impazzire. Dopo questo episodio, ho iniziato a frequentare i due principali eventi techno in Belgio di quegli anni:  Kozzmozz e I Love Techno. Il Kozzmozz aveva organizzato un dj contest, gli ho spedito un nastro, sono stato selezionato e ho poi suonato ad alcuni loro eventi, diventandone poi resident. Stessa cosa per I Love Techno: ho partecipato ad un contest, sono stato selezionato ed ho avuto l’occasione di esibirmi lì. Da allora non ho più smesso. Ero ancora davvero molto giovane, vivevo coi miei, non avevo ancora la patente, ma suonavo comunque ogni week-end alle gig sparse per tutto il Belgio. Tempi davvero emozionanti!

|

Il Belgio, a parte essere uno splendido paese, è anche molto generoso riguardo alla proposta musicale, in particolar modo per quanto riguarda le sonorità elettroniche. Come sei arrivato a decidere di fondare una tua personale etichetta nel 2007, la Token? Com’era la tua “vita professionale” prima?

E’ dal ’97 che faccio il dj, mentre è dal 2000 che ho iniziato a proporre techno. Penso che la techno abbia ricevuto una bella spinta potente a partire dal 2004-2005, ovvero quando è esplosa la cosiddetta scena minimal. Quelli sono stati anni in cui era davvero difficile trovare nuovi dischi da proporre come dj. Conoscevo un sacco di artisti fantastici che avrebbero avuto quantità industriali di sonorità e tracce esaltanti da proporre, purtroppo non prodotte: o perché le etichette fallivano o perché “vendevano la propria anima al diavolo”… Così, alla fine del 2006, ho deciso di creare la mia piattaforma personale per realizzare i dischi che andavo cercando nei negozi, ma che non riuscivo a trovare. Ho iniziato a contattare i miei artisti preferiti, ed è stato Inigo Kennedy a credere in me per primo. La sua prima release è stata una vera delizia. Inigo ha sfornato un EP pazzesco di tre tracce. La sua uscita è stata davvero una bomba, suscitando immediatamente l’attenzione del pubblico. Da quel momento, Inigo ha sempre inciso per la Token.

|

token 1

|

Nei suoi ultimi sei anni di esistenza, la Token ha ottenuto grandiosi risultati, rendendoci veramente felici con il lancio di tracce e remix di artisti del calibro di Inigo Kennedy, Phase, Luke Slater, James Ruskin, Marcel Dettmann, Blawan, Surgeon, Ben Klock, Xhin, Sigha, Peter Van Hoesen e molti altri… Il nuovo disco di Xhin – sfornato di recente e ora disponibile – è meraviglioso, pieno di ispirazione. Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sono news interessanti per gli amanti della techno (e della Token)?

Il nostro intento è quello di affilare le lame, di rimanere poderosi e consistenti nell’offerta artistica. La Token sta lentamente crescendo e non voglio farmi fretta. I due progetti più esaltanti di quest’anno sono sicuramente l’album-debutto di Phase, e una prima compilation della Token. Inoltre, ci saranno numerose nuove tracce realizzate da Inigo, Ctrls, Phase e altri: alcuni nomi nuovi, altri già affermati…

|

Svelaci qualcosa sui producer locali più conosciuti e sui talenti emergenti che vorresti indicarci. Ci potresti suggerire le più interessanti realtà locali riguardanti club/eventi/festival? Sai, noi italiani siamo sempre dappertutto e continuiamo a viaggiare molto, siamo molto dinamici, nonostante la nostra attuale situazione socio-politica…

Penso che il producer belga più conosciuto sia Peter Van Hoesen, ma non vive più in Belgio, quindi non so se valga lo stesso come risposta… In ogni caso, sono un grande fan della sua musica. In Belgio attualmente  non c’è molta competizione nel campo techno e dovreste assolutamente approfondirvi il sound di artisti come Arrestar, Sagat, Mr. Mau e Roebin De Freitas. Riguardo agli eventi, il miglior rave party è sicuramente il Kozzmozz, più che attivo da almeno una ventina d’anni. Tra i vari Festival, sono assolutamente da menzionare il Tomorrowland e I Love Techno. Se invece foste interessati alla scena del clubbing fatta da piccoli party dall’ottima offerta musicale e dall’atmosfera unica, vi consiglierei di andare ad uno dei TRAP party a Ghent.

|

image token

|

banner 02

|

C’è qualche artista italiano che vorresti menzionare e perché?

In Italia c’è una situazione molto fertile, nonostante l’avvicinamento “a scoppio ritardato” alla cultura techno. In particolar modo, apprezzo moltissimo ciò che sta facendo Max_M con la sua label M_Rec. Pur non avendo da subito ottenuto un successo di massa, penso che Max sia riuscito a costruire nel tempo un suo catalogo molto interessante. La sua label è fonte ingente di musica di qualità. Oltre a Max, adoro e suono molte tracce di artisti come Lucy, Ascion, Shapednoise e Obtane. Amo molto anche le produzioni di Donato Dozzy e Dino Sabatini. Ci sarebbero tanti altri artisti da elencare, penso che al momento l’Italia stia coltivando una scena techno davvero molto interessante.

|

Attualmente hai qualche ‘ossessione musicale’?

Al momento sto ascoltando molto l’ultimo album di Nosaj Thing, inoltre sono stato pesantemente colpito dal progetto di Thom Yorke Atoms for Peace, nonché dal nuovo lavoro di Lapalux. Passando al genere hip hop, apprezzo tutte le uscite di Doom, Odd Future Camp ed Action Bronson. Nel genere techno, ho ascoltato un sacco il debut album di Function e tutte le release di Stanislav Tolkachev, senza dimenticare l’assoluto stato di esaltazione per le prossime uscite di Inigo e Ctrls, come per il prossimo album di Phase.

|

Grazie mille, KR!Z. Ti  stiamo aspettando con impazienza, sarà la prima volta che ti esibisci in Italia! Come ti senti al riguardo?

Mi sento decisamente euforico. Sono già stato in Italia in vacanza più volte, innamorandomi del cibo e del caffè, della sua storia, nonché del clima. Non vedo l’ora di vivermi l’esperienza della sua night life.

|

|

|

Intervista di Divna Ivić

|

Info Artista

Video preview

Presentazione evento

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: