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il frammento mancante

LUIS FLORES in Italia — Intervista esclusiva!

LUIS FLORES – pronto per la sua “prima volta” in Italia – mattatore della scena techno messicana da più di un decennio e produttore di nicchia riconosciuto a livello internazionale, racconta a TheFRAG i risvolti e le peculiarità del suo percorso artistico.

interview

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Luis, è un vero piacere averti per ospite, il tuo background è ricchissimo e pieno di interesse, pieno di progetti e intriso di ispirazione.

Ti prego, dicci qualcosa riguardo ai tuoi primi passi nella musica…

Sin da quando ero piccolo, è stato mio padre ad avvicinarmi alla musica elettronica mettendo su dischi come Oxygen (di Jean Michel Jarre, nda) o Pictures of an Exhibition (una suite per pianoforte di Musorgskij, del 1874, diventata pezzo forte nel repertorio di molti pianisti e oggetto di un gran numero di orchestrazioni e arrangiamenti da parte di musicisti e compositori, nda)

 

Qualcosa che nella tua vita ti ha spinto violentemente verso la techno.

Ho trascorso l’intera adolescenza profondamente preso dalla musica industrial, un genere che si addice perfettamente a tutta la rabbia di quegli anni, ed è probabilmente da lì che sono poi approdato ai lidi della techno.

L’aggressività è molto ben espressa dalla musica elettronica e dal suo modo di svilupparsi in qualcosa di astratto; nessun testo, nessuno strumento “reale”: tutti elementi che mi hanno spinto ad avvicinarmi al genere.

Prova a descriverci come il Messico, con il suo spirito, la sua società e contraddizioni, venga concettualmente coinvolto/espresso dalla tua musica, se così è. Se invece non è così, come definiresti il tuo sound? E com’è la scena dei club a Guadalajara (la città di Luis, nda)?

Penso sia inevitabile essere influenzati dalle circostanze e dall’ambiente in cui viviamo, soprattutto se si nutre interesse verso i diritti civili e la politica, ed è in questo modo che la musica arriva a riflettere in un qualche modo la realtà, anche nel caso si tratti di un genere astratto come la techno.

In Messico, la scena elettronica (techno, house, idm ecc…) ha preso piede attorno al 1993, mentre a Guadalajara è attualmente bella sana e in continua crescita. L’epicentro di questa scena è, da 11 anni il Bar Americas, ma continuano a nascere nuovi club, party e festival.

Gli eventi musicali più importanti in Messico in cui tu sia stato coinvolto e i motivi.

Intorno al 2003 abbiamo lavorato a stretto contatto con l’ufficio addetto alla cultura di Guadalajara, riuscendo ad organizzare alcuni enormi free party in città, a volte organizzandoli in strade chiuse appositamente per l’occasione, o utilizzando addirittura la piazza principale della città.

Ed è proprio grazie alla natura no profit di questi eventi che siamo riusciti a bookare artisti come Skoltz & Kolgen o Sidestepper, oppure ad organizzare festival veri e propri dalle line up avanguardistiche capaci di attirare migliaia di persone. Questa è la prima cosa che mi viene in mente!

 

Nopal Beat e Kumbia Korrupters. Art Director e Artista. Due personalità in una: com’è dover gestire una simile dualità?

Entrambi i progetti sono stati interrotti d un pò di tempo, quindi non serve più parlare di dualità. Comunque, mentre lavoravo per la label (Nopal Beat, nda), il lavoro mi ha preso così tanto tempo che ho smesso di fare musica.

Alla fine dei giochi, però, è stata la musica a vincere e ho iniziato nuovamente a comporre techno.

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Il Messico e la Cina: che esperienze ti hanno portato lì e com’è stato a livello umano?

La mia prima volta in Cina è stata possibile attraverso il Conaculta, l’istituzione culturale più importante di tutto il Messico. E’ stato proprio il Messico a figurare come il paese ospite del Meet in Beijing Arts Festival a Pechino, al quale ho partecipato come membro della delegazione dei “nuovi artisti”.

La seconda volta in Cina, siamo stati invitati ad un festival indipendente per presentare il progetto (audio-video, nda) Kumbia Korrupters, nato un anno prima. Entrambe le volte si è trattato di esperienze fantastiche e sono stati tra i posti più interessanti che io abbia mai visitato.

 

Stai venendo ad esibirti in Italia per la prima volta. Ci sei mai stato in veste di turista? In caso contrario, come ti immagini il nostro paese e che aspetti vorresti approfondirne?

In passato, ho avuto l’occasione di visitare l’Italia – Venezia e Firenze – e sono molto contento di tornarci per suonare. A mio avviso, il Messico e l’Italia condividono molte somiglianze, attingendo dalle comuni radici latine, sia per quanto riguarda l’organizzazione criminale, che per l’assetto politico e religioso. Alla fin fine, entrambi i paesi paiono caratterizzati dalla passionalità e dal calore della gente.

 

C’è qualche artista italiano che vorresti menzionare e perché?

Ho avuto l’opportunità di condividere il palco con Sasha Carassi, trovandolo splendido sia a livello umano che artistico, così come Davide Squillace pare incapace di produrre brutte tracce.

Per il nostro evento di apertura, andrai a suonare in un luogo particolare chiamato Pedro, a Padova, una città situata nei pressi di Venezia. E’ uno spazio sociale occupato (ha 25 anni di storia alle spalle!), uno degli squat più “anziani” d’Italia. In che rapporti sono la politica culturale messicana e la scena del clubbing e dei free party? Qui in Italia, la situazione è sempre più complessa al riguardo…

La questione della musica elettronica in Messico e dei suoi legami con la repressione è una vecchia storia, anche se è da una decina d’anni che si è riusciti a far coesistere un equilibrio tra le parti, e mi fa piacere constatarlo.

(In relazione alle tue release, remix, live & dj set) Sei orgoglioso di:

Sono sempre orgoglioso di finire una traccia o un remix, anche se poi, a posteriori, penso sempre che avrei potuto fare meglio o qualcosa di diverso. Si tratta sempre di valorizzare il processo attraverso il quale raggiungi un prodotto finito che prima non esisteva, è questo ciò che mi dà sempre una grande soddisfazione.

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Un consiglio alla nuova generazione di giovani produttori:

La cosa fondamentale, più importante dei dettagli tecnici, della strumentazione o dei trick a cui attingere, è il modo in cui ci si interfaccia con la musica.

Si tratti di un mouse o di una tastiera o di qualsiasi strumentazione, è il modo in cui ti poni riguardo al tuo lavoro che conta.

Questo, e aderire alla musica fino in fondo J

 

Cosa dobbiamo aspettarci da te durante la serata del theFRAG?

Cerco di non avere mai aspettative su niente e nessuno, con la speranza che tutto avvenga nel modo più naturale possibile. Detto questo, spero che la gente apprezzi la musica e che in questo modo nascano poi dei bei ricordi.

 

Grazie mille, Luis! Speriamo fortemente che la tua “prima volta” qui si presenti come qualcosa di totalmente nuovo, regalandoti ispirazione …

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Interview by Divna Ivić

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