TheFRAG

il frammento mancante

19-10-2013 – Report

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Photo serata

Pensate ad una città non particolarmente vivace come Padova e abbondate con frequente senso di noia e affaticamento da routine. Esagerate con un clima primaverile che anche a marzo scorso ci si sognava. In questo modo inizierete a farvi un’idea, piano piano, dei presupposti che hanno contraddistinto un’inaugurazione come quella di sabato scorso.

Se poi tirassimo in ballo la sana voglia di “musica di nicchia” e quella di potersi ritrovare in un luogo tranquillo, spazioso, vario, con ampi spazi per chiacchierare in pace e un ampissimo e invogliante dancefloor… Cosa potrebbe mancare?

TheFRAG è ritornato a scuotere gli animi (e i fianchi) nel miglior modo possibile: senza filtri, senza promesse non mantenute, senza troppe elucubrazioni cervellotiche. Solo ottime vibrazioni tra i presenti – dentro e fuori dalle mura del Pedro, essendoci quest’anno pure una rampa per skater ampiamente utilizzata durante la serata!  – elettronica sperimentale e Techno scudisciona che non perdona, il tutto condito da un ottimo impianto – condizione senza la quale ci daremmo ad attività altre, detto col cuore in mano – e da una nuova spettacolare scenografia per il palco.

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Quest’anno, un’ulteriore apertura al panorama musicale: abbiamo iniziato – 3 anni fa – chiamando solo artisti italiani, ritenendo ottenessero molti più meriti all’estero che in madrepatria,  trovandolo assurdo, oltre che offensivo e deprimente. Ebbene, quest’anno proseguiamo con questa filosofia, allargando gli orizzonti: permarrà l’italianità di alcuni ospiti, mentre altri verranno pescati da tutto il mondo, proprio come è successo col nostro ospite d’inaugurazione, LUIS FLORES, messicano di nascita e (e di cuore). Qui la nostra intervista.

Una componente rimasta del tutto invariata? La presenza dei nostri superbi resident: Leinad, Free SB e Tommy Outside, riduttivamente appellati “resident”, in verità capisaldi sicuri della serata!

Ad inaugurare l’opening, il nostro veterano Leinad. A tal proposito, a qualcuno di voi, tra i più esperti del genere techno, i “nomi che furono” Shadow Sync o KRD dicono qualcosa? Ecco, il nostro Daniel ne è stato socio fondatore. Non troverete un suo profilo su Facebook, né nulla di simile (fatta ovviamente eccezione per il nostro sito): Daniel è un vero artista techno old school, poche chiacchiere, zero apparenze, molta sostanza.

Il set d’inaugurazione di Leinad? Una buona mezz’ora di I.(D.)M., un ottimo riscaldamento mentale per le cupezze del successivo sound di Luis. Un percorso stilistico e sonoro non del tutto lineare, ma allo stesso tempo equilibrato ed elegante. Sicuramente non il tipico warm up-one leinadiano, ma va benissimo così: un inizio serata non ha senso se poi i dj “battono” da subito, pensando solo al proprio ottuso godimento, senza dare spazio all’atmosfera del momento, ai bisogni e alle reazioni del pubblico (è qualcosa a cui, purtroppo, si assiste sempre più spesso, in particolar modo da quando il genere ‘techno’ è diventato hype addirittura per chi poco tempo fa avrebbe rischiato il conato solo a sentirne pronunciato il nome).

A dare seguito al trip di Leinad, il nostro Free SB, artista a tutto tondo (date un’occhiata alla sua bio e capirete il perché), con una sensibilità musicale di anno in anno sempre più spiccata. E anche a questo giro, notevole: magnetico come un vero techno-pifferaio magico che si rispetti, con le sue scelte viniliche non ha potuto che scaldare la folla, facendo avvicinare al palco anche i più timidoni di inizio serata. La sua pacatezza iniziale ha poi lasciato spazio a pattern possenti e dal carattere forte, sgusciando di tanto in tanto in iper-consentiti romanticismi (tipo il pezzone di Strictly Rhythm per cui ancora gli siamo grati!), e poi riprendendo nella sua mission di mattatore di pista. Il risultato è stato tale che anche il nostro Luis ha voluto fargli speciali complimenti a fine set (date un occhio alle foto qui sul sito!).

Terzo ed ultimo resident ad esibirsi, Tommy Outside. Fregiato dell’arduo compito di fare seguito alle maestrie di Free SB, e dovendo al tempo stesso anticipare il fantastico live al tungsteno di Luis Flores, ha passato l’esame a pienissimi voti. Sempre bello aggressivo e andante, Tommy  ha optato per un set molto coerente e decisamente più oscuro del solito, non sfociando però in quella dimensione tipica di un certo attuale filone technodark, sempre più dilagante – per non dire “trendy” – che tanto spesso un po’ ci lascia vuoti dentro (e anche parecchia noia, ammettiamolo, va’!). Molto gusto, un sacco di danze, detto in tutta franchezza.

E poi il live di Luis Flores. Definito sopra “al tungsteno” per effetti collaterali accertati: una collettiva tachicardia techno, durata più di due ore, tra danze, sguardi assorti e presi bene aiutati anche dai live visuals vorticosi e alquanto psicotropici del giovane artista Marco Chinello, dietro la “visual console” di  TheFRAG per la seconda volta. Luis ha saputo mantenere una linearità sonora costante, forse a tratti un po’ pesante, conservando però una forte verve stilistica, regalandoci due ore di puro spettacolo live, spesso reso ancora più felice dai suoi frequenti sorrisi.

Grandi emozioni, altissimo profilo artistico e professionale e, diciamocelo, splendida personalità anche dal punto di vista umano. Grazie, Luis!

Volete continuare il viaggio che vi proporremo di volta in volta?

Alla prossima torneremo tra le lande “padane”, nel trevigiano, per ospitare l’enfant prodige The Noisemaker.

…Pensate di riuscire a tornare indietro una volta partiti?

Next Frag.: Sabato 16 Novembre, Cso Pedro, Padova.


testo di Divna Ivic

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