TheFRAG

il frammento mancante

The NOISEMAKER — Intervista esclusiva!


Ciao Riccardo, benvenuto!

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Dunque, iniziamo dai tuoi natali. Non ci separano molti anni di differenza. Però, soprattutto se ritorniamo indietro ai primi anni ’90, c’è da dire che forse ti sei perso davvero una buonissima fetta di “torta elettronica”… O no? Raccontaci del piccolo Riccardo alle prese con la musica – non solo elettronica, ma a 360°! – Cosa, come, perché, dove…

Ciao ragazzi! Mi fa molto piacere condividere i miei primi passi nel mondo della musica con voi! Beh, innanzitutto i miei gusti musicali sono stati inizialmente influenzati da mio fratello maggiore che ha vissuto come hai detto tu gli anni ’90, uno dei periodi più importanti per il consolidamento della musica musica house e techno. della musica musica house e techno. Anche se troppo giovane per frequentare l’ambiente, amavo ascoltare le cassette con le registrazioni delle serate a cui partecipava, e questo ha fatto sì che dentro di me si formasse una curiosità sempre più forte per quanto riguarda questo tipo di sonorità. Ricordo alcuni nomi di dj come Noferini, Marco Bellini, Dionigi, Flavio Vecchi (per citarne alcuni) e locali tipo Area, Aida, Alterego, Mazoom. Questo mondo mi ha colpito fin da subito e così intensamente che i miei ascolti sono sempre stati maggiormente incentrati sull’elettronica e le sue molte sfaccettature. Di sicuro, durante quegli anni, scoprire ed apprezzare band come Massive Attack, Depeche Mode o Joy Division mi ha portato verso un sound più oscuro e introspettivo. Artisti come Brian Eno, Erik Satie o gruppi come i Mogwai, hanno sviluppato in me una certa musicalità che cerco di inserire sempre quando produco. Ovviamente, trovarmi di fronte a mostri come Kraftwerk, Aphex Twin, Chemical Brothers o Plastikman in concerto ti cambia la vita! Ad oggi seguo con sempre maggiore interesse anche il lato dell’elettronica più sperimentale e quindi come si fa a non citare Alva Noto e tutta la sua crew di artisti che rilascia su Raster Noton. Nell’ultimo periodo ho focalizzato maggiormente il mio ascolto su artisti come Burial, Kanding Ray, Senking, Empty Set, Amon Tobin, Four Tet, Aoki Takamasa, Kryptic Minds e il pianista Ryuichi Sakamoto.

 E ora rivelaci come la musica elettronica e, in particolare, la techno, abbiano fatto breccia nel tuo cuore.

Devo il mio primo approccio all’elettronica agli ascolti di mio fratello e alle sue varie cassette che trovavo sparse per casa. Il mio interesse è maturato a tal punto da spingermi a svolgere ricerche personali sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista della storia di questo genere. La svolta è avvenuta il giorno in cui ho deciso di passare dal “semplice” ascolto ad una fase più attiva. Con grande sforzo, all’età di 14 anni, ho assemblato la mia prima console per mettere i primi dischi. Ricordo che in quel periodo usavo ogni momento disponibile per migliorare sempre più la tecnica, confrontandomi appena potevo con amici interessati al genere. A quell’età, ho passato  molti sabati pomeriggio a recarmi in un negozio di abbigliamento in centro a Treviso – fornito di una buona console con un paio di Technics che io al tempo non possedevo – per mettere su qualche disco o cd. Diciamo che le mie prime “esperienze” davanti ad un pubblico le ho fatte là dentro. É stato come una specie di gioco per me, ma sicuramente anche quello ha avuto la sua parte fondamentale per quanto riguarda il mio background di Dj. In un secondo momento c’è stato un periodo in cui parte della musica che veniva rilasciata non soddisfaceva più le mie esigenze e ho quindi sentito il bisogno di intraprendere la strada della produzione. Nel momento in cui il formato digitale ha preso prepotentemente il sopravvento sul formato vinilico, o del cd, a mio avviso è avvenuto anche un certo abbassamento della qualità della musica che si trovava in giro. Era il cosiddetto periodo in cui i negozi reali di musica dove si potevano comprare i dischi stavano chiudendo a causa dei download illegali e i negozi virtuali di dischi non erano ancora così affermati come oggi. Una decina di anni fa se volevi rimanere aggiornato e vantare una collezione sempre ricercata dovevi prendere l’aereo e farti delle trasferte in città come Londra in cui il mercato riusciva a sopravvivere. Dal canto mio, essendo però ancora abbastanza giovane, non ho avuto la possibilità intraprendere questo tipo di trasferte; questo è anche uno dei motivi per cui ho deciso di cominciare a smanettare con il computer e il mio interesse è maturato a tal punto da spingermi a svolgere ricerche personali sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista della storia di questo genere. La svolta è avvenuta il giorno in cui ho deciso di passare dal “semplice” ascolto ad una fase più attiva. Con grande sforzo, da poco più che adolescente ho assemblato la mia prima console per mettere su dischi, mentre in un secondo momento c’è stato un periodo in cui parte della musica che veniva rilasciata non soddisfaceva più le mie esigenze e ho quindi sentito il bisogno di intraprendere la strada della produzione.

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Sei di Treviso, città tanto deliziosa quanto chiusa e culturalmente assopita, possiamo affermarlo tranquillamente… Ti ha influenzato in qualche modo nella tua attività artistica (sia in senso positivo che negativo)? Come sei riuscito a seguire la scena elettronica, soprattutto in età adolescenziale? Ti sono toccate moltissime trasferte o hai fatto un po’ il “nerdino” seguendo il tutto dall’esterno (anche a causa della tua “tenera” età)?

Si, purtroppo la città di Treviso arriva da un lungo periodo di repressione culturale e artistica dovuta soprattutto alla mentalità chiusa dei dirigenti politici. Ad ogni modo, sono sempre riuscito a partecipare a varie serate, più o meno di qualità, in tutto il territorio del Triveneto e alle volte anche fuori. Serate in locali come Alter Ego o Mazoom hanno lasciato il segno dentro di me. Trasferte a Barcellona per il Monegros Desert Festival o per il Sonar sono state indimenticabili e hanno rafforzato sempre più la mia voglia di continuare a suonare e fare musica. Durante la mia adolescenza, il fenomeno di internet non era sbocciato a tal punto da potermi fornire tutte le informazioni sulle date degli artisti che mi interessavano, come accade invece oggi. La passione, però, mi ha spinto ad informarmi e, grazie al passa parola tra amici, o a alla radio, sono sempre riuscito comunque a venire a conoscenza dei vari eventi e degli artisti che sarebbero venuti ad esibirsi in Italia. Ora è più semplice seguire gli artisti che mi interessano perchè con internet e i social network, oppure con eventi come il Boiler Room, si ha la possibilità di sapere e mantenersi aggiornati su cosa ci sia in giro.

Dicci quali sono le tue città preferite in Italia dal punto di vista della produzione musicale artistica e perché. Poi, se ti va, facci qualche nome.

Posso sicuramente affermare che, dal mio punto di vista, l’ambiente romano ha sempre avuto una grande importanza e gli artisti legati a questa scena che secondo me attualmente fanno la differenza sono: Donato Dozzy, Giorgio Gigli, CVO e Plaster, solo per citarne alcuni. Andando indietro nel tempo, ricordo poi con piacere Lory D e Leo Anibaldi, che hanno dato un contributo fondamentale alla scena. Parallelamente a Roma, anche Napoli ha avuto un buon movimento sin dagli albori, partorendo ottimi artisti. Per quanto riguarda il Nord d’Italia, invece, i maggiori eventi vengono spesso proposti da Milano e Torino che organizzano serate con artisti internazionali. Uno dei locali che preferisco di Milano è il Dude, con line-up sempre all’avanguardia. A Torino invece ci sono invece eventi come Club To Club o il Movement, realtà già più che affermate, o lo Stereo Torino, anche questo con programmazioni interessanti. Noto con piacere però che anche in Veneto qualcosa ricomincia a smuoversi dopo anni di oblio. È un momento di buona produzione musicale e ci sono nuove situazioni che mi stanno piacendo molto: oltre al già consolidato TheFRAG, sto seguendo con sempre maggior interesse lo Spazio Aereo di Marghera, in provincia di Venezia, uno spazio artistico, nuovo di zecca, gestito da ragazzi giovani e dove vengono organizzati eventi di visual art, musica e teatro. 

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E all’estero? In base alle tue esperienze in giro per club ed eventi, te la sentiresti di sparare qualche giudizio in merito?

Come tutti ben sapete Berlino rimane ancora la capitale per quanto riguarda la techno e la musica elettronica in generale, quindi non mi dilungherò più di tanto ad elogiare i pregi di questa città in fatto di clubbing. fatto di clubbing. Altre città che mi hanno impressionato positivamente sono state Mosca, e più precisamente il club l’Arma17, dove ho suonato alcuni anni fa e dove trovato un’organizzazione impeccabile degna dei più grandi festival. È un locale molto noto in europa per la sua programmazione sempre molto fornita e il pubblico molto attento a quelle che sono le nuove sonorità. E’ stato quindi un vero piacere poter proporre uno dei miei primi live set in un club simile. Ricordo poi Amburgo, una delle città in cui preferisco esibirmi; ho stretto delle vere e proprie amicizie con alcuni ragazzi che organizzano un party chiamato Plastik! dove tutte le volte che torno posso dire di sentirmi a casa. Per quanto riguarda Londra, ho apprezzato moltissimo il lavoro che stanno portando avanti un paio di ragazzi che organizzano il Dazed and Confuzed party. Ho avuto qualche giorno per conoscerli quest’estate ed ho visto lo sforzo che stanno impiegando per cercare di creare una nuova situazione con artisti emergenti o più affermati. Di recente sono stato invece a Nizza dove ho trovato degli host eccezionali e sempre attenti ad ogni minimo particolare. La situazione e la serata in cui ho suonato presso lo Smarties Bar erano eccellenti. Organizzatori e gestori del locale molto professionali e alla mano. Mi ha davvero sorpreso, infine, l’esperienza che ho vissuto a Dubai: non mi aspettavo una risposta così entusiasta in una città dove normalmente gli eventi proposti si distanziano profondamente dal mondo dell’underground. Quella sera ho potuto suonare in uno dei locali più rinomati del paese avendo un’intera sala dedicata a me.

 Il tuo punto di vista generale sul clubbing nostrano e sulla modalità di fruizione da parte del pubblico del settore. Quali le situazioni che più ti sono piaciute e perché?

Purtroppo per quanto riguarda il mondo del clubbing nostrano, i locali più in voga propongono quasi esclusivamente serate con ospiti non molto ricercati e quello che ne consegue è che il pubblico che partecipa a questo tipo di eventi si ritrovi così più intenzionato a “festeggiare” che all’ascolto. Ho riscontrato però con piacere che si stanno affermando alcune nuove realtà, come ad esempio il Dude, lo Stereo, il Brancaleone (che è tornato con una programmazione ottima), il TheFRAG o più di recente lo Spazio Aereo, che riescono a proporre serate di qualità con ottima musica, buona energia e prezzi accessibili.

La tua passione per le performance Live da cosa nasce? Svelaci i tuoi primi passi… Hai iniziato da auto-didatta?

Dopo un primo periodo passato ad affinare la mia tecnica come DJ, ho sentito l’esigenza di produrre musica mia; la passione è cresciuta sempre di più fino a consentirmi di creare il mio primo live set. Si, sono sempre stato auto-didatta, sin dai primi passi. Ricordo ancora con nostalgia i lunghi pomeriggi passati a cercare di capire il funzionamento di sintetizzatori e drum machines. Inizialmente, ho iniziato a produrre solamente in digitale con software come Reason, per poi passare successivamente ad Ableton Live, che tuttora uso sia per arrangiamenti che per le perfomance live. Dopo di che, approfondendo le potenzialità di alcune drum machines e synth presso alcuni amici, ho cominciato a dedicare i miei risparmi ad alcune macchine hardware che tuttora possiedo ed implemento appena posso. Oggi adotto un buon compromesso tra analogico e digitale che mi consente di arrivare molto vicino al sound che voglio proporre (e poi, come si sa, in questo campo non si smette mai di imparare!). Quello per la performance live è un grande amore perché mi dà modo di esprimermi al 100% come artista: la più grande emozione nel mio lavoro è tuttora quella di esibirmi live.

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I vinili: una passione “di casa”, trasmessa da fratelli o genitori, o una bella scoperta fatta “in solitaria”? Raccontaci il tuo legame con il fantastico mondo vinilico (sai quanto TheFRAG sia particolarmente addicted in tal senso…)! Hai qualche negozio di musica di cui tessere le lodi (in Italia, ma anche all’estero)? Ti faccio questa domanda anche se magari, vista la tua età (o la mole di acquisti…), sei stato più frequentemente spinto ad acquistare online. Spiegaci come la vedi!

A dire il vero ho avuto fin da subito la passione per il vinile, anche se il mio budget in età giovanile non mi dava la possibilità di poter creare la mia collezione ideale. Con il tempo, però, quando ho iniziato ad avere i primi riscontri “professionali”, ho ricominciato ad arricchire la mia raccolta e ad esibirmi come Dj dopo qualche anno in cui mi ero dedicato soltanto ai live set. Quando ho iniziato, in zona erano pochi i punti di riferimento dove poter acquistare vinili, e la selezione non era molto varia. Oggi invece, come la maggior parte dei Dj che vogliano mantenersi aggiornati, compro molto online; quando mi trovo in città come Berlino o Londra, non resisto alla tentazione di passare varie ore all’interno di negozi di dischi.

 Riguardo alla tua attività di producer, di cosa hai voglia di parlarci? Ovviamente, se avessi qualche prossimo progetto di cui vorresti renderci partecipe…

Ultimamente ho passato molto tempo in studio cercando di capire quale fosse il set-up migliore e concludendo anche la realizzazione di svariate nuove tracce.  Prossimamente usciranno dei progetti a cui tengo molto e con collaborazioni di alto livello, previsti per il 2014. Per ora sono confermati alcuni vinili (uno per Silent Steps ed un doppio vinile per Raw Waxes) ed un’uscita digitale per Par. Per quanto riguarda il vinile di Silent Steps, troverete 4 tracce originali assieme ad un remix che io e l’etichetta stiamo ancora valutando. Molto interessante sarà invece il lavoro che presenterò per Raw Waxes, in cui abbiamo deciso di rilasciare solamente due tracce originali in doppio vinile accompagnate però da tre remix già confermati di Inigo Kennedy, Abstract Division e Korova, più altri in via di conferma. Per Par ho preparato due tracce che usciranno solamente in digitale, ma con il remix di un amico che voi conoscete bene: Alan Backdrop.

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Le etichette con cui lavori: vogliamo nomi e considerazioni personali!

Mi sono sempre trovato bene con le varie etichette con cui ho collaborato. Ora mi trovo a lavorare a stretto contratto con Silent Steps, che mi ha proposto di entrare più attivamente nella label, proponendomi di occuparsi anche del mio booking, con cui spero di portare a termine bei progetti e date. Ultimamente sto collaborando anche con Enklav, un’etichetta originaria di Treviso, con artisti di qualità, che si sta ritagliando un posto di riguardo nel panorama mondiale. Altre realtà con cui ho collaborato e mi sono trovato bene sono state la stessa Par e la M_rec di Max M, che ha sempre continuato a buttar fuori ottime release durante tutti questi anni.

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 Ti sei iscritto all’Accademia d’Arte di Venezia: di quali studi ti occupi e come mai hai intrapreso questo percorso “istituzionale”?

Sono ormai passati tre anni da quando mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti e sono quasi prossimo alla laurea. Ho deciso di intraprendere questo percorso perché avevo voglia di mettermi in gioco su orizzonti artistici non solo legati alla musica, ma anche al visivo. Per questo motivo ho scelto il corso di Nuove Tecnologie per le Arti che mi ha dato modo di cimentarmi con il mondo del video ed altre discipline molto interessanti come la fotografia, il graphic design e il sound design.

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E, come dulcis in fundo, il tuo rapporto con TheFRAG: da spettatore ad artista performante sul palco… Quali sono le componenti che più apprezzi nel nostro progetto? Siamo davvero molto curiosi!

Seguo con piacere TheFRAG sin dalla sua nascita. La cosa che mi ha portato a conoscenza di questo progetto è stata la bella selezione di artisti che venivano proposti durante la stagione. Mi fa piacere vedere che avete dato spazio anche alle nuove promesse della scena locale, oltre ad aver portato artisti di calibro che ho potuto ascoltare per la prima volta solamente da voi come Giorgio Gigli, Donato Dozzy, Claudio Prc, Lory D, Kr!Z, solo per citarne alcuni. A differenza di altre serate, TheFRAG è sempre riuscito a mantenere una coerenza musicale ed “ideologica”, il tutto intriso di un clima amichevole, con al tempo stesso un’organizzazione impeccabile. La bella location e i prezzi abbordabili mi hanno sempre consentito di passare bellissime serate all’insegna del divertimento e della buona musica, diventando un punto di ritrovo mensile per noi “addetti ai lavori”, che ci ritroviamo tutti lì a scambiare opinioni e consigli. Per me è quindi una soddisfazione immensa potermi esibire sul vostro palco e vi ringrazio ancora per questa bella possibilità!

 Non ci resta che ringraziarti e attendere con (felice) ansia il tuo dj set… Hai qualcuno da ringraziare in particolare prima di salutarci?

Sicuramente ringrazio i miei genitori che hanno sempre sopportato ore ed ore di prove ogni qualvolta venissi colpito dall’ispirazione. Ringrazio poi tutte le varie etichette che credono e hanno creduto in me, la mia ragazza che mi supporta e consiglia in ogni situazione e senza la quale sarei perduto.

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Intervista di Divna Ivić

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