TheFRAG

il frammento mancante

Report | 18-01-2014

Scrivere di ciò che si prova quando la musica risveglia emozioni forti è decisamente gratificante, forse anche liberatorio. La magia vera sta poi nel rileggere i propri pensieri e riviverli, come se non avessero mai perso la consistenza originaria.

É un po’ come scattare la foto di un oggetto o di un paesaggio che ci colpisce profondamente, e poi osservarla a lungo, perdendocisi, decidendo poi di incorniciarla e posizionarla in un qualche luogo significativo: il tentativo di impossessarsi della magia dell’attimo, in modo da poter sempre tornare a goderne, come un incantesimo che si ripeta a nostro piacimento.

Sabato scorso è stato il nostro “primo dell’anno” con voi, e pare proprio di averlo iniziato con tutti i migliori presupposti, senza bisogno di isterici vocalist, esagitati conti alla rovescia, trenini iperbolici in giro per il dancefloor o pomposi fuochi d’artificio al retrogusto di champagne. TheFRAG è un creaturo “semplice”, che ha da sempre cercato di accendere emozioni  ed empatia nel modo più diretto e discreto possibile. E, come tale, in questa serata di metà gennaio ci pare proprio abbia fatto il suo dovere.

Cerchiamo di raccontarvela.

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Un pubblico particolarmente numeroso ed eterogeneo, immerso in un’adorabile oscurità pressoché totale (fatta eccezione per il palco invaso dai visuals 3D, le condutture d’aria minuziosamente mappate e il frizzare di uno strobo volutamente timidino), un impianto come sempre molto generoso e forzuto, i nostri resident e Inigo presi benissimo – soprattutto dopo una cena assieme decisamente all’insegna del cabaret tra commensali… – e poi, quell’intenso profumo di pioggia che ha il potere di rilassare gli animi. Aggiungete una temperatura alquanto esotica per il mese di gennaio, e vi farete un’idea dell’atmosfera di base. Rilassata e avida di godimenti psicofisico-sonori.

Un piccolo appunto sulla luce. E’ stata la serata più buia in assoluto: quanto meglio si balla e ci si concentra su ciò che si ascolta?? Ci piace l’idea di focalizzare tutto sulla percezione consapevole degli stimoli audio-visivi, da sempre una nostra ossessione. L’ossessione di chi ama la techno, di chi magari se la mangia pure a colazione, di chi la ama perché capace di evocare una dimensione altra con pochi e sintetici elementi sonori ma, quasi paradossalmente e spesso in modo implosivo, con moltissima carica emotiva. La techno richiede attenzione e dedizione e, se assunta e digerita bene, dà moltissimo in cambio. TheFRAG non riesce proprio a farne a meno, cercando da più di quattro anni di rendere partecipe più gente possibile a questa forma di incantesimo sonoro collettivo, assai psicodopante, anche per i più straight edge.

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È difficile riuscire a descrivere in modo dettagliato il susseguirsi dei dj set della scorsa serata, anche perché ognuno dei dj presenti – il super ospite INIGO KENNEDY, ma anche i nostri meritevoli resident Free SB, Leinad e Tommy Outside – ha intessuto un dialogo intenso con il pubblico, seppure con accenti e verve differenti, creando però un fitto e coerente tappeto sonoro, senza increspature, sbavature o insicurezze.

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Il primo ad impossessarsi della console è stato Free SB, dispensandoci una prima oretta di ottima idm, incursioni in atmosfere un po’ new wave primi anni ‘80, ammiccamenti a lontani e darkeggianti parvenze di paesaggi house, nenie serafiche ammiccanti a possibili incursioni techno, qualche ultima traccia appetitosa anche per i piedini salterellanti, piccoli assaggi di futuri ordigni squisitamente techno. Un ottimo entré a base di classe e atmosfere ariosamente dilatate.

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Tommy Outside, che durante gli scorsi TheFRAG ci ha deliziato con set molto ben costruiti e pieni di carattere, durante questo frammento sonoro ha deciso di riservare poche sorprese, riuscendo comunque ad accendere gli animi del pubblico, ormai sempre più ansioso di dare inizio alla più totale festa dei sensi. Mantenendo per tutto il set un mood spedito e parecchio tech-house, ha scaldato la folla senza eccessi, fornendo un’ottima apertura al successivo set di Leinad, mantenendosi con equilibrio su una linea galoppante e fresca.

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Il nostro ex Shadow Sync Leinad, grande fan di Inigo, ha performato con deciso entusiasmo, sicuramente stimolato dalla presenza di un ospite da lui molto rispettato a cui fare da introduzione. Muovendosi tra old-school e chicche techno più recenti, il nostro resident ha svalvolato sul palco dando prova di una professionalità e di una sensibilità artistica di tutto riguardo (durante il suo set ci è spesso capitato di beccare Inigo Kennedy in atteggiamenti alquanto danzerecci…). Così, mentre il nostro amato visual artist Madaphaqa sterminava ogni ultima, irrisoria, resistenza ad avvicinarsi al palco con live mapping sempre più ipnotici e seducenti, Daniel farciva le mura del Pedro di pura potenza espressiva, aggiungendo al tutto una presenza scenica travolgente.

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Ed ecco che arriva Inigo sul palco.

Reduce da un venerdì sera passato a suonare a Roma col superbo producer e dj Donato Dozzy – “vecchia conoscenza” del TheFRAG – e armato di una modestia tipica di tutti i grandi, uno humor tutto british, il sorriso furbetto di un simpatico teppistello londinese e più di vent’anni passati a produrre e suonare in giro per il mondo, Inigo ci ha annientati di entusiasmo: più di due ore di techno spinta ed elegante, un viaggio cerebrale il giusto, molto ma molto intenso anche a livello fisico (…chi di voi presenti non ha accusato seri dolori ai polpaccetti il giorno dopo? Eh?): chi scrive, ad esempio, non è riuscito a stare seduto per più di 5 minuti, fermarsi risultava davvero complesso, ci si sentiva quasi in colpa!

E poi, un puro piacere per gli occhi  anche sotto il palco (soprattutto per  gli amanti del gentil sesso e dello spirito ‘party hard’) un sacco di avvenenti femmine hanno reso lo stracolmo dancefloor ancora più allegrone, tra danze appassionate a occhi chiusi, fianchi in preda a movimenti quasi epilettici e urletti scalmanati, mentre dal palco Inigo controllava costantemente la reazione del pubblico, tra sorrisetti soddisfatti e viniloni atomici.

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Un clima così caldo e festaiolo, che il nostro Inigo, verso la fine dello strepitoso set,  s’è pure preso la libertà di proporre qualche istante di bruta gabber acidula, recepita dal pubblico con un entusiasmo da rave primi anni ’90, con giovincelli ed ex ragazzoni che spiccavano salti da un metro, un delirio! Come dire: Inigo sarebbe probabilmente riuscito ad inserire anche un Rondò Veneziano facendo impazzire la folla, giusto per farvi capire la maestria dell’ospite e l’euforia dei presenti.

Sapete, per noi è stato uno dei TheFRAG più esaltanti e ricchi musicalmente, senza esagerare affatto. Abbiamo incontrato tante nuove persone da tutto il Nord d’Italia, tra addetti ai lavori e semplici appassionati, vi abbiamo visti ballare, saltare e sorridere proprio come ci saremmo immaginati nelle più felici delle nostre fantasie thefragghiane. Abbiamo addirittura beccato spacciatori di strumentazione analogica varia nel backstage – che gentaglia!   Soprattutto, ci siamo goduti assieme a voi uno spettacolo sonoro difficile da dimenticare o ripetere. E abbiamo avuto modo di conoscere un artista fantastico da tutti i punti di vista, tornando un po’ bambini, sia per l’entusiasmo che per le coreografie in pista. Fantastico.

Sull’onda di tutta questa esaltazione infantile, non ci resta che ricordarvi che sabato 22 Febbraio vi aspettiamo, ancora una volta: si festeggia assieme il ritorno di un grande artista della Prologue, il nostro CLAUDIO PRC.

Il viaggio continua, l’entusiasmo sale… Mancate solo voi. Provvedete al più presto!

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testo di Divna Ivic

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