TheFRAG

il frammento mancante

EDANTICONF — Intervista esclusiva!


Ciao Edoardo, benvenuto!

interview

1) Se dovessi presentarti come artista in poche parole, quali sarebbero?
Direi che sono una persona che cerca di usare la musica come un semplice mezzo espressivo, a volte certe cose non rendono tanto con le parole o con i gesti e per questo trovo necessario comunicarle attraverso i suoni. Quello che faccio è frutto di ciò che penso, di quello che provo, delle esperienze che ho vissuto e che vivo ogni giorno. Ogni mia traccia è una piccola storia di un frammento della mia vita, nulla di più semplice.

2) Esordi, percorsi con etichette, autoproduzioni, presente e futuro prossimo.
Esordi sicuramente a Torino, città in grado di ispirare chiunque la sappia vivere nella giusta maniera. La sua atmosfera, il suo clima, la sua architettura e la sua storia in generale sono stati la culla dei miei lavori, anche grazie ad un ambiente artisticamente molto vivo e stimolante. Il percorso più continuativo intrapreso con un’etichetta per ora è quello con la canadese Silent Season, che mi ha dato e mi darà molto spazio all’interno del roster di artisti che la rappresentano. Il presente e il prossimo futuro mi vedono a lavorare ad alcuni EP in uscita nel 2015, assieme anche alla produzione del mio secondo album, la cui data di uscita è da definire.

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3) Raccontaci qualcosa del tuo percorso artistico, come se fossimo dei perfetti ignoranti.
Come dicevo è nato tutto a Torino durante un periodo della mia vita non proprio roseo, grazie alla musica ho trovato una via di fuga e dopo aver iniziato a divorarne in grandi quantità, ho cominciato a produrne di mia. Sono sempre stato un appassionato di vinili, passavo i weekend a spulciare i cataloghi dei negozi locali e, quando c’era qualche artista che veniva a suonare in città, passavo la serata a guardarlo/a destreggiarsi dietro alla consolle. In questo aspetto la vivissima scena che c’era a Torino fino a qualche tempo fa è stata fondamentale. La necessità di lavorare su cose mie è nata poco dopo in maniera molto naturale, grazie anche all’aiuto di alcuni amici della scena locale che erano più esperti di me e che mi hanno iniziato alla produzione. Quello che viene dopo un percorso del genere è semplice sperimentazione, sviluppo di un gusto personale e soprattutto capacità nel riuscire a scrivere in musica ciò che si sente. Una delle ultime tappe fondamentali del mio percorso è stata la condivisione di uno studio assieme a due fra gli artisti più capaci ed ispirati della mia città natale, non solo amici ma anche fonte di ispirazione per i miei lavori.

4) Torino e Amsterdam: svelaci come la tua città di provenienza e quella in cui attualmente vivi abbiano influito (e continuino, o meno, a farlo) sul tuo modo di vivere la musica e la scena del clubbing. Lati positivi e negativi annessi.
Su Torino ho già detto molto, è stata ed è tutt’ora una fonte di ispirazione fondamentale. Purtroppo negli ultimi anni la scena è stata massacrata dalla poco lungimirante amministrazione locale e di conseguenza eventi e spazi sono diminuiti di numero. Nonostante ci siano ancora realtà di valore, una volta era tutt’altra cosa e la Torino che ho vissuto io difficilmente tornerà in auge. Amsterdam è una perla del Nord, la scena è vivissima e fra le più interessanti d’Europa, la possibilità di sviluppare connessioni con artisti locali è molto alta, gli spazi non mancano e per questo c’è spazio per tutti quelli che se lo meritano. In più, al contrario di altre città come ad esempio Berlino, Amsterdam ha delle barriere all’ingresso non indifferenti e per questo la scena è meno annacquata ed inflazionata. Le due città hanno alcuni aspetti molto simili, come ad esempio il clima, questa per la maggior parte delle persone è una nota dolente ma ti confesso che io non lo vedo come un problema, anzi…

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5) Ti auto-imponi di non ascoltare musica elettronica per tutto il giorno: cosa sceglieresti per il primo mattino, il dopo pranzo, il crepuscolo e la buonanotte?
Dopo la musica elettronica il mio secondo amore è la musica classica, in particolare tutto ciò legato al minimalismo e alla dodecafonia. Per questo direi che mi sveglierei con Arvo Pärt, continuerei con La Monte Young, al crepuscolo ascolterei Steve Reich e prima di andare a dormire mi abbandonerei al genio di Philip Glass.

cover ep

6) Definisci cos’è il silenzio per te.
Il silenzio è musica.

7) Confidaci il tuo “frammento mancante”.
Per me il frammento mancante è sempre ciò a cui voglio arrivare ma che non ho ancora ottenuto, non solo musicalmente… Per ora ne ho davvero tanti e sotto diversi aspetti, ma sto lavorando su tutti i fronti per cercare di ottenerli.

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Intervista di Divna Ivić

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Questa voce è stata pubblicata il 12 novembre 2014 da in Articoli, Interview con tag , , , , , , , , .
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